ANALISI
Il romanzo, scritto da Cesare Pavese affronta tematiche molto delicate: dapprima quella della guerra che getta tutti, oltre che nello sconforto, anche nella totale apatia; il primo che non si oppone a questo destino avverso è lo stesso protagonista principale Corrado, che abbandona perfino Dino (suo ipotetico figlio) al suo destino; il secondo tema è quello del coraggio degli amici di Corrado che invece cercano di reagire a questa realtà cruenta ed avversa. Il terzo tema è quello della solitudine, della paura e della conseguente incontrollabile voglia di fuga. Il periodo storico nel quale è ambientato il romanzo è quello della Seconda Guerra Mondiale, più precisamente l’estate del 1943.
RIASSUNTO
Narra di un professore torinese, Corrado, che dal lavoro in città torna, ogni sera, a una villetta in collina, per ripararsi dai bombardamenti notturni. La sua solitudine conosce una svolta grazie all’incontro con u gruppo di persone che, pur condividendo con lui il rifugio della collina, partecipano però vivamente al mondo di fuori: appena possibile, essi saranno in prima fila nella Resistenza. Corrado è attirato dalla vitalità e sincerità di quei rifugiati in collina, operai e contadini; egli invece non riesce a superare il proprio scetticismo e le sue chiusure. Nell’osteria frequentata dai partigiani reincontra Cate, da lui un tempo amata; il figlio di lei, Dino, potrebbe anzi essere figlio suo, benché Cate lo neghi.
Il finale è drammatico. I nuovi amici (e la stessa Cate) vengono arrestati e pagano così dolorosamente la loro militanza; il figlio di Cate, Dino, si arruola con i partigiani. Corrado invece sceglie la fuga verso le Langhe, il paese d’origine: per lui è un percorso carico di umiliazione e di sofferenza. Nelle sue riflessioni si fa strada, intanto, la coscienza che non esistono ragioni storiche sufficienti a giustificare gli orrori della guerra; essa non fa che rendere evidente la debolezza umana. Ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione.
COMMENTO
Il romanzo mi ha conquistato, per le tematiche in sé ma soprattutto per come ne parla e le tratta. Mi ha impressionato lo stesso protagonista, che ammette la singolare incoscienza dei giorni passati a vagare nei boschi o parlare di politica all’osteria, capendo che la vita è fatta di avventure e nonostante l’estrema tenzione portata dalla guerra Corrado riesce con allegria a partecipare.